La salute e la malattia, l’essere in sovrappeso o magro, l’essere sempre sveglio ed energico o debole e stanco, invecchiare bene o male, dipendono molto dalla qualità della tua digestione, ovvero dalla tua capacità di trasformare il cibo in nutrimento ed energia.

Una buona digestione, dunque, è la chiave per sentirsi in salute e pieni di energia ogni giorno.

Ma quali sono le regole per una digestione corretta?

Cos’è che rende il cibo più o meno digeribile?

E quali sono i sintomi di una digestione debole?

Lo scopriremo in questa guida.

Ecco l’indice:

Cosa significa digerire?

Digerire è un’attività per lo più “segreta”, accade al nostro interno e ne siamo spesso del tutto inconsapevoli.

Consiste nel trasformare il cibo grezzo che mangiamo in nutrimento trasportabile dal sangue ed utilizzabile dalle cellule.

Un’attività fondamentale che contribuisce a tenerci in vita che sembra facile, ma che in realtà implica una profonda attività di trasformazione alchemica.

Coinvolge denti, saliva, stomaco, intestino, fegato, pancreas e migliaia di reazioni biochimiche utili a produrre enzimi, co-enzimi, ormoni, in un sistema sofisticatissimo e ben congegnato.

Fin troppo spesso capita, come vedremo, che questo meccanismo si inceppa e che non funziona come dovrebbe, che tutto rallenta e che la tua digestione si trovi in difficoltà.

Cosa vuol dire che la nostra digestione è in difficoltà?

Quando questo accade, ti impedisce di sperimentare un senso permanente di salute e benessere.

Ti ruba energia, quella che ti serve per vivere.

Ti rende letargico sin dal mattino e ti fa percepire tutto più difficile e complicato.

Anche se nel tempo può perdere di efficacia e gli organi coinvolti possono iniziare ad arrancare, avere una digestione in difficoltà è una situazione comune ormai in tutte le età.

È sempre più frequente tra i giovani, a causa delle cattive abitudini alimentari e della continua pubblicità di cibo spazzatura a cui sono sottoposti.

I dati ormai parlano chiaro: il 90% della popolazione mondiale soffre di problemi gastro intestinali.

Soffriamo di colite o stitichezzagonfiore, fermentazione, pesantezza di stomaco, acidità, reflusso, malassorbimento: un vero ostacolo tra noi e la salute.

Conosci i sintomi di una digestione debole?

Digestione debole

Ci sono dei sintomi che possono metterci in allarme e che il più delle volte passano sotto i nostri radar perché li riteniamo cose di poco conto.

Vediamone alcuni.

1. Dopo i pasti hai un calo di energia e attenzione

Questo è uno dei sintomi più comuni.

Se la digestione è lenta, il corpo è costretto a far convergere tutte le energie in suo possesso verso il fuoco digestivo per sostenerlo.

Ciò inevitabilmente svuota di energia tutti gli altri organi, compreso il cervello, motivo per cui avverti un calo di attenzione ed energia.

Se poi il calo diventa importante e si verifica un vero “crollo” dell’energia periferica, il calo di attenzione si tramuta in sonnolenza e senti un intenso bisogno di dormire.

2. Dopo aver mangiato avverti un senso di gonfiore

Il gonfiore è il secondo sintomo importante e cruciale e ci avverte che stomaco e intestino sono in una condizione di sofferenza.

Lo stomaco fa fatica a trasformare ed è molto probabile che nell’intestino la microflora sia squilibrata (disbiosi).

3. Hai un appetito scarso, nausea e spesso mangi per noia

Se di primo acchitto sembra essere un buon segnale, in realtà un appetito scarso è indice di una digestione lenta e con molte tossine.  

Se non hai fame, quello che le Medicine antiche chiamano “fuoco digestivo”, la macchina che trasforma il cibo grezzo, è indebolito, raffreddato.

Una condizione che potrebbe essere di natura costituzionale e che ti caratterizza sin da bambino o è acuita da abitudini squilibrate, come un largo consumo di cibi crudi, di latte e suoi derivati, di soia.

È spesso la causa dell’aumento del grasso viscerale, perché è anche sotto questa forma che si deposita il cibo mal trasformato e quindi mal digerito.

4. Ti dimentichi di bere

L’assenza di sete è un altro dato che segnala una digestione lenta.

Se non avverti la necessità di bere, è perché hai continuamente la sensazione di “pienezza” e per questo te ne dimentichi.

Cosa succede quando non bevi?

Bere troppo poco causa un ristagno delle tossine, una difficoltà a depurarti e una carenza di liquidi nelle cellule dei vari organi, con un effetto potenzialmente disidratante per pelle, fegato e cuore.

5. Sei un tipo freddoloso e hai mani e piedi freddi anche in estate

Non si tratta di un sintomo curioso ma di una lentezza della circolazione e di una difficoltà nella trasformazione.

L’energia non arriva ai tessuti periferici, è intrappolata nella parte digestiva o si sta assottigliando.

Puoi correre ai ripari e migliorare la sensazione perenne di freddo, introducendo abitudini e cibi che ti diano forza e calore.

Altri sintomi di una digestione debole sono:

  • sensazione di avere il cibo nello stomaco per ore
  • assenza di appetito al risveglio
  • stanchezza al risveglio
  • bisogno di bere caffè al mattino o dopo il pasto
  • acidità, bocca amara ed alitosi
  • intestino costipato o che al contrario elimina troppo allegramente

Le cause di una digestione lenta

Una trasformazione incompleta, la difficoltà a liberarti delle tossine, uno scarso assorbimento dei nutrienti, porta inevitabilmente a segnali di carenza.

Si possono manifestare in varie parti del corpo che, all’apparenza, sembrano non aver nulla a che fare con la digestione.

Carenza di nutrienti: prima causa di una digestione difficile

Il corpo è progettato per sopravvivere ad ogni costo.  

Se non riceve dal cibo i nutrienti essenziali (minerali e vitamine, ma anche proteine e acidi grassi), è costretto ad attingerli direttamente dalle sue preziose riserve, rendendoti nel tempo carente di nutrienti.

Questo genera segni di invecchiamento precoce e indebolimento in diversi organi e tessuti importanti: dai capelli alle unghie, dalla pelle ai reni, fino alle ossa.

Anche il cervello può dare chiari segni di sofferenza, mostrandosi meno presente o con una memoria che va indebolendosi.

Perché digeriamo male?

Cibo spazzatura

Ci sono alimenti ed abitudini che rallentano, giorno dopo giorno, il processo di trasformazione, lo raffreddano ed indeboliscono e fanno sì che nulla di ciò che normalmente ci affanniamo a mangiare, raggiunga davvero le nostre cellule, i tessuti e nutra gli organi.

Magari ci alziamo da tavola sazi, ci sentiamo pieni, in realtà siamo carenti come se vivessimo in un Paese povero del Terzo Mondo!

Ecco alcune delle abitudini errate molto diffuse:

  • mangiamo troppi carboidrati e glutine creando nel lungo periodo uno stato di continua irritazione nelle pareti intestinali, riducendone la capacità di assorbimento e di difesa.
  • Consumiamo poche verdure fresche: consumiamo tante insalatone crude credendo di far bene, senza sapere che ci rendono sempre più gonfi e scarichi. Enorme è lo sforzo che il corpo deve compiere per trasformare cibo crudo e freddo.
  • Consumiamo pochissimi grassi costringendo così il nostro corpo ed il nostro cervello ad essere costantemente “affamati” del loro nutrimento vitale.
  • Mangiamo troppi cibi spazzatura, di fretta, spesso in piedi.

Infine l’uso di farmaci, la vita sedentaria, ritmi di vita intensi, possono facilmente farci ritrovare in preda ai più svariati sintomi.

Anche se non capiamo perché, sono tutti riconducibili ad un rallentamento e, nei casi più importanti, ad un vero blocco del processo di trasformazione e assimilazione dei nutrienti.

Il pezzo mancante delle Medicine antiche

Siamo in realtà privi di quella fetta di conoscenza, di quel sapere millenario, eppure attualissimo, delle Medicine antiche.

Queste sapevano bene come la trasformazione del cibo fosse un fattore cruciale per la salute e la longevità.

Se ne tramandavano i segreti oralmente, di generazione in generazione.

Un patrimonio che merita di essere più conosciuto ed indagato dalla moderna nutrizione occidentale.

È semplice ma potente, con delle leggi universali che riguardano tutti, a cui nessuno può sottrarsi.

Nel SAUTÓN Approach e in particolare nell’Online Program, ne abbiamo sintetizzate tre, 3 leggi che governano la trasformazione e rarefazione del cibo.

1. La legge del calore

Ogni cosa nel nostro organismo, finché siamo in vita, accade attraverso ed in ragione del calore.

Ogni reazione chimica, l’attivarsi degli enzimi digestivi, l’assorbimento dei nutrienti, tutto richiede calore.

Il freddo, al contrario, impedisce ogni processo, blocca ogni meccanismo.

Anche la digestione si sottomette a questa fondamentale prima legge.

Tutta la fase digestiva richiede la giusta dose di calore, una temperatura di 38 gradi circa.

Questo, tradotto nella vita di tutti i giorni, significa che se beviamo una bibita ghiacciata o mangiamo una grande insalatona oppure uno yogurt preso direttamente dal frigorifero o qualsiasi altro cibo crudo, freddo e secco, sarà in ogni caso difficilissimo per noi da essere digerito.

Queste abitudini ci portano ad utilizzare solo una millesima frazione dei potenziali nutrienti, tutto il resto sono scorie mal trasformate che si vanno ad accumulare come materiale di scarto, tossine che tratteniamo e che ci indeboliscono ogni giorno di più.

2. La legge dell’orario

Ogni nostro organo interno segue un suo bioritmo giornaliero con orari in cui è al massimo della sua energia e forza, e con altri in cui invece è al minimo delle sue prestazioni.

Lo stomaco e tutti gli organi coinvolti nella digestione, ad esempio, sono efficienti al mattino e a mezzogiorno.

Già alle quattro del pomeriggio sono in fase di rallentamento e digeriscono, con un grande dispendio di energia, fino alle sette di sera.

Dopo quest’ora inizia per loro la fase di disintossicazione e non sono più in grado di occuparsi della trasformazione del cibo che resta incompleto e si accumula sotto forma di tossine.

Il fegato e il turno di notte

Il fegato è uno degli organi più preziosi del corpo.

Durante il giorno si occupa della digestione, ma è nel turno di notte che inizia il suo lavoro più prezioso:

  • lava e ripulisce il sangue
  • smista i nutrienti che gli sono arrivati durante la giornata
  • accumula energia da spendere il giorno dopo

Compiti che può svolgere solo se non è chiamato a sostenere la digestione.

Se siamo abituati a cenare tardi, dopo le 20.00, non potrà pulire il sangue.

Se, al contrario, ci abituiamo a consumare una cena leggera, ci aspetta un’altra vita, un altro mondo.

3. La legge dell’ordine

Nessuno ci ha spiegato che la distribuzione dei pasti nella giornata è fondamentale e che non è affatto la stessa cosa se un alimento lo mangiamo al mattino, a mezzogiorno o la sera.

Anche l’ordine in cui ti servi delle pietanze all’interno di un pasto è cruciale.

È un campo di indagine più recente che riguarda da una parte gli studi sulle incompatibilità e le cattive associazioni alimentari, dall’altra studi e sperimentazioni scientifiche motivate dal tentativo di studiare il picco glicemico e il suo effetto pericoloso su aumento della fame, sovrappeso e diabete.

Consiste nell’iniziare il pasto con le proteine, poi con verdure cotte e solo alla fine fare spazio ai carboidrati.

Visto dall’esterno potrebbe sembrare un rituale bizzarro o un’indicazione di poco conto, invece, ha un profondo effetto sul metabolismo, aiuta a ridurre i tempi della digestione, ci consente di consumare i nutrienti secondo il loro rapporto ideale.

È dimostrato essere il migliore consiglio per tenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue e raggiungere senza sforzo il giusto peso.

Gli scienziati hanno osservato che la proteina è in grado di rallentare il rilascio dello zucchero dei carboidrati nel flusso sanguigno, impedendo un rialzo troppo veloce e un conseguente brusco calo.

Oltre ad un effetto sulla glicemia, la proteina si è visto essere la sostanza principale che agisce sui recettori della sazietà.

Un pasto che inizia con un piatto proteico è in grado quindi di rallentare il picco glicemico e consentire una sazietà più veloce, evitando il rischio di mangiare troppo e diminuendo il numero dei pasti necessari.

Lo studio della Weill Cornell Medical College sull’importanza di consumare prima le proteine

I ricercatori della Weill Cornell Medical College di New York hanno scoperto che l’ordine in cui vengono consumati diversi tipi di cibo, ha un impatto significativo sui livelli di glucosio e insulina post-pasto nei soggetti obesi (1).

Sulla base di questa scoperta, invece di dire: “non mangiare questo” ai loro pazienti, i medici potrebbero dire: “mangia questo prima di questo”, afferma uno dei principali autori di questo studio, il Dr. Louis Aronne, Professore di Ricerca Metabolica e di Medicina Clinica presso il Weill Cornell Medical College.

4. La legge della masticazione

I ritmi di vita ci portano a consumare il pasto di fretta, ad ingoiare ogni boccone dopo solo tre o quattro masticazioni, costringendo lo stomaco ad un’impresa impossibile con il risultato che:

  • ci gonfiamo
  • mangiamo troppo
  • ci sentiamo appesantiti
  • sentiamo il desiderio di riposare dopo pranzo
  • accumuliamo ancora scorie difficili da smaltire

Se la qualità del cibo che mangiamo può portare enormi benefici alla nostra vita, il modo in cui lo mangiamo, fa una grande differenza.

La masticazione, come una buona cottura, è una “pre-digestione”: ci aiuta a rendere l’alimento molto più digeribile e allunga la vita del nostro stomaco.

Se impariamo a masticare adeguatamente, ci sentiremo meno gonfi e, avendo più consapevolezza, non rischieremo di mangiare troppo.

La regola per digerire bene è masticare trenta volte ogni boccone, fino a quando il cibo si riduce quasi a liquido.

Questo è anche un antidoto alla fretta, che ci condiziona sempre.

Se non consumiamo il pasto nel tempo adeguato, con calma e masticando bene, il nostro corpo non sarà in grado di ricavarne tutte le sostanze.

Ecco infine, altre due regole oltre a queste 4 leggi.

Niente frutta a fine pasto

Digestione, niente frutta a fine pasto

Tutte le proprietà benefiche della frutta scompaiano se la mangi dopo un pasto completo.

La frutta, infatti, richiede succhi gastrici completamente diversi da quelli delle proteine e dei carboidrati complessi e ha un tempo di digestione molto più rapido, mentre un pasto richiede 3h – 3h e½ per essere digerito.

Cosa succede quando mangiamo frutta a fine pasto?

La frutta (che è zuccherina) si blocca nello stomaco e va in fermentazione, fa surriscaldare quel bolo alimentare che abbiamo introdotto nello stomaco e non riusciremo a digerire né la frutta, né le proteine, né i carboidrati.

Questo cibo mal digerito si trasferirà nell’intestino compromettendo tutte le fasi successive di trasformazione ed eliminazione.

In poche parole, ti riempie di tossine e muco.

Ciò non vuole certo dire che dobbiamo eliminare la frutta o il dolce dalla nostra vita.

La frutta può diventare uno spuntino da fare a metà mattina o a metà pomeriggio, oppure l’alimento da usare per una colazione dolce.

Non mangiare troppo

Mangiare troppo ci fa invecchiare prima, ci fa affaticare di più e ci fa produrre una minore energia.

Per vivere a lungo, bene, in forza, in salute, conservando la lucidità mentale, bisogna sapersi contenere e mangiare il giusto.

Come accorgerti che sei arrivato alla fine?

La regola è che dobbiamo sempre alzarci da tavola abbastanza leggeri.

Ci sarebbe un posto nello stomaco per un’altra cosa, ma noi non la mangiamo.

Questo spazio che non andiamo a riempire, è tutto spazio che diamo allo stomaco per digerire correttamente.

Le semplici azioni per migliorare la tua digestione

Ecco in breve come applicare le 3 leggi nella routine di tutti i giorni.

  • Cuoci rapidamente verdura e frutta per garantire salute e calore allo stomaco.
  • Usa le spezie che, oltre a dare più sapore ai piatti, hanno un potere straordinario: attivano il metabolismo, rendono ogni piatto più digeribile e migliorano l’eliminazione.
  • Inizia il pasto con un piatto di proteine, ti daranno forza e sazietà.
  • Evita dolci e frutta a fine pasto, causa di fermentazione e meteorismo.
  • Riduci il cibo crudo: verdure crude, latte (anche di cereali), cibi presi direttamente dal frigo senza riscaldarli.
  • Prenditi il tuo tempo, mastica: non ti dimenticare che hai dei denti!
  • Non bere troppo durante i pasti: rischi di annacquare i succhi gastrici, indebolendoli.
  • Migliora la trasformazione: se la digestione è il tuo punto debole, usa periodicamente degli enzimi digestivi (come Zym).
  • Rispetta l’orologio degli organi: concediti una colazione da principe, un pranzo da re ed una cena da povero.
  • Sperimenta com’è anticipare la cena ed osserva la qualità del tuo sonno e il risveglio successivo.

Se le seguirai, ti accorgerai in breve tempo che a fine pasto non ti sentirai gonfio, appesantito, stanco e sonnolento, ma soddisfatto e pieno di energia.

La corretta digestione ti aiuterà a mantenere il peso forma, ritrovare la regolarità intestinale e aumentare la tua energia.

Fai tue queste leggi, falle entrare nella tua vita quotidiana, prova anche solo per qualche giorno e verifica il loro impatto sul tuo corpo.

Vedrai, sarà meraviglioso vedere la tua vita cambiare, iniziare a sentirti più leggero, attivo e di buon umore.

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