I diverticoli sono delle sacche che si formano all’interno degli strati mucosi e sottomucosi della parete del colon dovuti ad un cedimento del tessuto connettivo e muscolare.

Un cedimento che si verifica soprattutto con l’avanzare dell’età.

È una condizione molto comune, non è una vera e propria patologia ed è nella maggior parte dei casi, asintomatica.

Si parla in questo caso di diverticolosi.

Quando invece i diverticoli si infiammano e si infettano, a causa anche della materia fecale che ristagna, si parla di diverticolite.

Questo avviene perché man mano che le sacche crescono, esercitano una pressione crescente sulle pareti dell’intestino, causando dolore, gas, disturbi addominali e altri sintomi di diverticolite.

Secondo una ricerca pubblicata su Therapeutic Advances in Gastroenterology,

  • circa l’80-85% delle persone con malattia diverticolare è asintomatica
  • il 15-20 % dei pazienti presenta sintomi
  • il 75% di essi ha una malattia diverticolare dolorosa senza infiammazione e dall’1 al 2 % richiede il ricovero in ospedale e lo 0,5 % richiede un intervento chirurgico.

In questo articolo scoprirai i fattori di rischio dei diverticoli, i sintomi e i consigli per attenuarli.

Ecco l’indice dell’articolo:

Fattori di rischio della diverticolite

Esistono dei fattori che ci espongono ad un rischio maggiore di sviluppare dolore o, peggio, infiammazione:

  • avere più di 40 anni
  • essere donne
  • cattive abitudini alimentari
  • disbiosi
  • obesità
  • stile di vita sedentario
  • assunzione di farmaci e antinfiammatori
  • fumo
  • dieta povera di fibre

Sintomi dei diverticoli

Sintomi diverticolite

Nonostante nella maggior parte dei casi la diverticolite sia asintomatica, ci sono segnali che ci avvertono che stiamo percorrendo la via dell’infiammazione:

  • dolori nella parte sinistra dell’addome e febbre
  • leucocitosi (aumento dei globuli bianchi)
  • dolore addominale cronico
  • gonfiore
  • costipazione o diarrea
  • febbre e brividi
  • nausea
  • vomito

La diverticolite acuta è invece caratterizzata da infiammazione, micro perforazioni e formazione di ascessi, con il 25-33% dei pazienti che presenta episodi ricorrenti.

Circa il 25% delle persone con diverticolite sviluppa complicazioni, che possono includere:

  • Ascesso: un’area dolorosa, gonfia, infetta e piena di pus appena fuori dal colon che dà sintomi come febbre, nausea, vomito e grave indolenzimento nell’addome.
  • Perforazione: si tratta di un piccolo foro in una sacca nel colon.
  • Peritonite: infiammazione o infezione del peritoneo, rivestimento della mucosa dell’addome, causata dalla fuoriuscita di pus e feci attraverso una perforazione.
  • Fistola: un passaggio anomalo, un “tunnel” che si crea tra due organi, come il colon e la vescica.
  • Ostruzione intestinale: è un blocco parziale o totale del movimento del cibo o delle feci attraverso l’intestino.
  • Sanguinamento diverticolare: si verifica quando un piccolo vaso sanguigno all’interno della parete di una sacca, o diverticolo, scoppia.

La terapia tradizionale comprende fibre, riposo intestinale, antibiotici, controllo del dolore e chirurgia in casi particolari.

Medici e ricercatori  stanno facendo progressi nella comprensione della patologia ed hanno iniziato ad inserire  l’uso di prebiotici nella terapia.

Il ruolo della microflora nella diverticolite

La microflora intestinale gioca un ruolo cruciale nella patogenesi dei disturbi legati alla diverticolite e i ricercatori se ne stanno accorgendo.

Stanno studiando nuove ipotesi per trattare la diverticolite, migliorarne i sintomi e prevenire complicazioni gravi.

In particolare hanno osservato il ruolo della flora batterica nella patogenesi ed evidenziato che la disbiosi è probabilmente una causa comune in chi soffre di diverticolite.

Che cos’è la disbiosi

Il microbiota è sensibile all’influenza di vari fattori quali: la dieta, l’assunzione di farmaci, lo stress, che possono innescare rapidi spostamenti tra i vari gruppi microbici, promuovere la prolificazione di funghi e batteri patogeni.

In questo caso l’equilibrio si è rotto e si dice che l’intestino è in uno stato di disbiosi.

Diete carenti di fibre, grassi sani e di proteine fresche, fanno sì che la disbiosi cronica sia una condizione che accomuni la maggior parte della popolazione che vive nella parte del mondo occidentale, quello maggiormente sviluppato.

Un regime alimentare caratterizzato da abuso di zuccheri e carboidrati, grassi vegetali e trans, eccesso di proteine animali di scarsa qualità (salumi, carne rossa processata), eccesso di prodotti caseari, alimenti precotti, è infatti un regime che infiamma, non ci nutre ma ci intossica e altera l’ecosistema intestinale.

Una dieta non equilibrata nutre dunque solo la parte di batteri patogeni favorendone la diffusione e provocando la disbiosi.

Disbiosi e diverticolite

Disbiosi e diverticolite

L’alterazione della flora batterica si verifica anche a causa del lento transito del colon e del ristagno di materiale fecale nei diverticoli.

Ciò a sua volta innesca l’infiammazione intestinale compromettendo la funzione della barriera mucosa e favorendo il rilascio di citochine infiammatorie.

Inoltre se la dieta è povera di fibre, predispone a sviluppare stitichezza che a sua volta porta ad un aumento della pressione intraluminale e della tensione della parete del colon.

Probiotici e diverticolite

I probiotici sono organismi vivi, per lo più appartenenti alla famiglia dei Lactobacillus Bifidobacterium.

Sono stati utilizzati nella gestione di varie condizioni del colon tra cui costipazione, diarrea, gonfiore, colite da Clostridium difficile, sindrome dell’intestino irritabile, malattia infiammatoria intestinale e anche nella diverticolite.

L’uso di probiotici è un valido aiuto nel ripristinare la normale flora intestinale che potrebbe essere stata alterata nella malattia diverticolare.

Anche se ci sono pochi dati disponibili sull’uso dei probiotici nella malattia diverticolare, i ricercatori sono propensi ad utilizzarli per prevenire l’infiammazione

Dieta e diverticoli: il ruolo delle fibre nei casi più gravi

In presenza di diverticolite, viene spesso consigliato di consumare una dieta ricca di fibre. 

La fibra ammorbidisce le feci, permettendo loro di passare attraverso l’intestino e il colon più rapidamente e facilmente.

Tuttavia, nei casi gravi di diverticolite, passare troppo presto a una dieta ricca di fibre potrebbe non essere efficace e potrebbe solo peggiorare i sintomi.

È bene, invece, partire da una dieta in prevalenza liquida con brodo di ossa fatto in casa ad esempio, a base di agnello, manzo, ma anche brodo di pollo o di pesce. 

Ciò, oltre ad aiutare a migliorare la sindrome dell’intestino permeabile, rafforza il sistema immunitario e rinforza la digestione.

ll brodo di ossa fornisce minerali digeribili, come calcio, magnesio, fosforo, silicio e zolfo. 

Il collagene gelatinoso nel brodo di ossa ha anche proprietà curative sorprendenti: è un colloide idrofilo che attrae e trattiene i liquidi, compresi i succhi digestivi, favorendo così una corretta digestione.

Una volta che i sintomi della diverticolite sono diminuiti, puoi passare al consumo di cibi facilmente digeribili, preferibilmente frutta e verdura grattugiata, al vapore e frullata. 

Evita quelli che hanno pelli dure e piccoli semi che possono accumularsi nei sacchi diverticoli.

Evita anche verdure filamentose come carciofi, sedano, fagiolini finché il tuo corpo non si è adattato a loro.

Liberati dei diverticoli masticando a lungo

Ricorda che la digestione inizia in bocca, quindi prendi l’abitudine di masticare qualunque boccone del cibo, o fino a quando non è quasi liquefatto. 

Più scomponi il cibo prima che arrivi allo stomaco, più i nutrienti vengono assorbiti facilmente.

Consuma più cibi antinfiammatori

L’infiammazione è la caratteristica principale della diverticolite acuta, quindi l’aggiunta di cibi antinfiammatori può aiutare a ridurre i sintomi della diverticolite.

Via libera a:

Cibi prebiotici e probiotici contro i diverticoli

Probiotici e prebiotici

I prebiotici dovrebbero essere aggiunti alla dieta per ridurre sia la sensibilità a certi alimenti sia per alleviare problemi di digestione, come stitichezza, gas e gonfiore.

Sono un ottimo nutriente per mantenere sana la microflora intestinale. 

Sono alimenti vegetali ricchi di fibre facenti parte della nostra dieta ma non assimilabili, cioè non digeribili.

Inoltre, sono dotati di una sorta di citoscheletro che una volta raggiunto il colon viene attaccato e fermentato dai batteri benefici che lo abitano, incidendo sulla loro prolificazione a danno di quelli patogeni.

Dalla fermentazione dei prebiotici da parte dei batteri della microflora intestinale, si libera infatti acido lattico, che crea un terreno favorevole allo sviluppo di Bifidobatteri e Lactobacillus Acidophilus.

Vengono rilasciati anche acidi grassi liberi a catena corta che svolgono un ruolo importante nella prevenzione dei processi infiammatori a carico della mucosa intestinale.

Cibi fonti di probiotici e prebiotici sono:

Se hai la diverticolite, hai bisogno di integrare batteri sani per migliorare lo stato de colon, prevenendo la recidiva della malattia.

Riduci zucchero, glutine e lieviti

Tutti ormai sanno che la frutta e la verdura fanno bene.

Pochi conoscono quanto sia dannosa una dieta ricca di glutine, farine, lieviti (anche nel caso di diverticolite).

Si è visto che una dieta in cui prevalgono pane, pasta e dolci, crea una microflora intestinale con una concentrazione di batteri nocivi o potenzialmente nocivi, pari ad un 65%.

Invece, adottando un regime alimentare ricco di prebiotici e dunque di fibre, la concentrazione di batteri nocivi scende al 25% e quella relativa a batteri benefici, sale fino al 70%.

Per liberarti dei diverticoli, limita il consumo di carne rossa

Ricercatori nell’esaminare pazienti con diverticolite, hanno scoperto che gli individui che consumavano carne rossa almeno una volta al giorno avevano 25 volte il rischio di sviluppare diverticolosi rispetto a quelli che mangiavano carne rossa meno di una volta alla settimana. (1)

Riduci il consumo di alcol

Uno studio trasversale ha scoperto che le persone che consumano abitualmente alcool, hanno un rischio di sviluppare diverticolosi 2,2 volte maggiore rispetto alle persone che non ne consumano.

Conclusione

Abbiamo visto come cattive abitudini alimentati e vari di fattori di rischio possono aumentare le probabilità di soffrire di diverticolite, soprattutto dopo i 40 anni e con l’avanzare dell’età.

Al contrario, abitudini di vita sane, una dieta specifica, antinfiammatoria come quella proposta all’interno dell’Online Program, può aiutare a migliorare e soprattutto prevenire l’infiammazione dei diverticoli.

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Fonti:

ncbi-nlm-nih-gov

PubMed.gov


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