In un precedente articolo abbiamo analizzato cos’è l’ipotiroidismo e quali sono le possibili cause.

La medicina convenzionale tende a voler curare, o comunque a tenere sotto controllo, la sintomatologia che accompagna l’ipotiroidismo tramite l’assunzione quotidiana spesso a lungo termine, o addirittura permanente, di medicinali e a dare invece meno importanza ai risultati che si potrebbero ottenere facendo i giusti cambiamenti nell’alimentazione e nello stile di vita in generale.

Questo non avviene solo per quanto riguarda l’ipotiroidismo.

In ambito medico c’è in effetti ancora una scarsa sensibilità agli effetti che il cibo che assumiamo quotidianamente ha sulla nostra salute.

Al di là della fortuna di trovare un medico più evoluto da questo punto di vista è necessario prima di tutto comprendere e accettare il fatto che siamo noi i primi responsabili della nostra salute e che tocca a noi prima di ogni altro prendere in mano la situazione, analizzarla, capire dove e come è necessario agire e iniziare a cambiare le cose naturalmente, facendoci guidare da una persona qualificata.

Senza questo solenne impegno con sé stessi non si va da nessuna parte.

e medicine antiche, come la medicina cinese e la medicina ayurvedica, da millenni considerano il cibo come sorgente primaria della buona salute o della malattia.

Anche Ippocrate, circa 2500 anni fa, affermava “Fai che il Cibo sia la tua Medicina e che la Medicina sia il tuo Cibo” certo dimostrando un’apertura mentale e una comprensione molto maggiore di quella dell’umano medio contemporaneo.

Quali cibi mangiare se soffri di ipotiroidismo

Vediamo la lista dei cibi migliori da inserire nella dieta per iniziare a curare l’ipotiroidismo.

Ti consiglio di metterti comodo perché questo sarà un articolo molto ricco di informazioni interessanti.

Acqua

Iniziamo dal più semplice ed economico di tutti, cioè l’acqua che sia pulita e da consumare calda o almeno tiepida.

L’acqua di rubinetto, come sappiamo, è purtroppo piena di calcare e sostanze inquinanti che arrivano dalle infiltrazioni che raccoglie lungo il viaggio dalla fonte fino al rubinetto di casa.

Non importa quanto siano nuove le tubature del nostro appartamento o condominio, prima di arrivare nel nostro bicchiere l’acqua ha percorso un lungo viaggio spesso all’interno di tubature molto vecchie, rovinate e arrugginite (è sicuramente motivo di orgoglio nazionale il fatto di avere una parte dell’acquedotto che ancora risale all’epoca dei romani ma la qualità dell’acqua difficilmente ne risulta migliorata).

Non per niente l’acqua potabile contiene sostanze disinfettanti che ne alterano non solo il gusto, ma anche la qualità e il suo effetto sull’organismo. L’ideale sarebbe installare un buon depuratore, ormai se ne trovano in commercio anche a prezzi ragionevoli, o in alternativa consumare una buona acqua naturale in bottiglia.

L’acqua è importante per mantenere l’idratazione dell’organismo e per digerire in modo efficace, infatti il corpo ha bisogno di circa ¾ di litro d’acqua ad ogni pasto per produrre tutte le sostanze necessarie a digerire il cibo (enzimi, acidi gastrici, bile, ecc.).

L’acqua inoltre aiuta a prevenire la costipazione, a mantenere un buon livello di energia e a controllare gli attacchi di fame. Bevi almeno un litro e mezzo/due di acqua calda non gassata al giorno lontano dai pasti.

Pesce selvaggio

Fornisce gli acidi grassi Omega 3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) essenziali per l’equilibrio ormonale e la funzionalità tiroidea.

Bilanciare gli acidi grassi Omega 3 e Omega 6 nella dieta aiuta a ridurre l’infiammazione e a supportare le funzioni neurologiche.

Il pesce selvaggio, come il salmone dell’Alaska, lo sgombro dell’Atlantico e le sardine del Pacifico, è fra le sorgenti migliori di Omega 3 per aumentare l’attività dei neurotrasmettitori, supportare il sistema immunitario e migliorare l’umore. Informati sul pesce che è bene evitare di consumare e fai la scelta migliore tra le varietà di pesce fresco non surgelato che trovi nella tua zona.

Olio di cocco

Per decenni ingiustamente accusato di essere un grasso blocca-arterie, l’olio di cocco sta finalmente trovando la sua riabilitazione grazie a numerosissimi studi, ricerche scientifiche e osservazioni “sul campo” che hanno dimostrato non solo che non è un cibo dannoso, ma al contrario che il cocco è davvero il frutto dell’ albero della vita, come lo definiscono le popolazioni che da sempre ne fanno un uso quotidiano sia interno che esterno.

Il cocco fornisce acidi grassi a catena media o MCFA (dall’inglese Medium Chain Fatty Acids) sotto forma di acido laurico, acido caprilico e acido caprico che aiutano a supportare ed accelerare il metabolismo, aumentano l’energia e combattono l’affaticamento.

L’olio di cocco è uno degli alimenti base nella dieta anti-ipotiroidismo: è molto facile da assimilare anche per coloro che hanno difficoltà a digerire i grassi (in quanto non richiede l’intervento della bile, di ormoni ed enzimi per essere processato ma viene convogliato direttamente al fegato attraverso la vena porta), nutre l’organismo e l’apparato digerente, l’intestino in particolare, ha una forte azione anti-microbica, anti-batterica e anti-ossidante quindi è efficace nel sopprimere l’infiammazione.

L’olio di cocco migliora la performance del sistema immunitario, accelera il metabolismo e alza la temperatura corporea (che come abbiamo visto nell’articolo dedicato all’ipotiroidismo tendono invece a rallentare l’uno ed abbassarsi l’altra), aumenta la funzionalità cerebrale, la resistenza sia fisica che mentale, migliora l’umore e aiuta a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.

Consuma sempre olio di cocco vergine spremuto a freddo, che puoi trovare nei negozi di alimenti bio e naturali oppure online.

Puoi iniziare ad inserirlo nella tua alimentazione quotidiana mischiandolo all’olio di oliva e usandolo sia in cottura che per condire a freddo, puoi aggiungerlo a frullati, creme, vellutate e zuppe e usarlo per preparare deliziosi dolci crudisti.

Puoi usarlo anche puro (tieni però conto che l’olio di cocco d’inverno e con le basse temperature anche se tenuto in casa si solidifica quindi non sarebbe molto agevole usarlo) e volendo anche assumerlo direttamente come fosse un integratore.

E’ un’ottima aggiunta allo smart cappuccino del mattino a colazione e ogni tanto ad una tazza di cioccolata calda fatta in casa a cui indulgere con l’arrivo dei primi freddi.

Con un poco di fantasia e l’aiuto delle ricette che trovi su Energy Training non avrai difficoltà ad inserire questo prezioso alimento nella tua dieta quotidiana.

Alghe

Le alghe sono tra le fonti migliori di iodio e aiutano a prevenire eventuali carenze che possono compromettere la funzione tiroidea.

Nei negozi biologici trovi le alghe nori, kombu, kelp e wakame nella loro versione essiccata da utilizzare in piccole quantità aggiungendole a zuppe, minestre, vellutate e legumi e naturalmente anche abbinandole al pesce. Fai in modo che le alghe siano sempre presenti nel tuo menu settimanale.

Cibi probiotici

Questi cibi sono parte fondamentale della dieta per l’ipotiroidismo.

I probiotici mantengono in buona salute e in equilibrio la microflora intestinale contribuendo così a creare un ambiente sano all’interno dell’intestino.

Questo riduce l’incidenza della sindrome della permeabilità intestinale, previene le carenze nutrizionali, riduce lo stato infiammatorio e le reazioni autoimmuni.

Questi cibi comprendono il kefir e lo yogurt, che puoi preparare in casa utilizzando i fermenti che trovi nei negozi biologici, utilizzando latte di mandorla o latte di cocco e seguendo lo stesso procedimento utilizzato per la preparazione da latte di origine animale (da evitare assolutamente il latte di mucca pastorizzato sia per il contenuto di lattosio sia per gli effetti negativi prodotti dalla pastorizzazione).

Altri cibi fermentati ottimi da inserire nella tua dieta sono il miso, il natto, il kombucha, l’aceto di cocco, i crauti e altri vegetali fermentati.

Semi e germogli

I semi e i germogli di canapa, lino e chia forniscono l’ALA (acido alfa-linolenico) un tipo di Omega 3 di primaria importanza per l’equilibrio ormonale e la funzionalità della tiroide.

Più in generale assumere un buon quantitativo di grassi sani ogni giorno aiuta a mantenere sano e attivo il sistema nervoso, migliora l’umore, stabilizza i livelli di zucchero nel sangue e aumenta il senso di sazietà aiutando quindi a mantenere il giusto peso corporeo.

Cibi ricchi di fibre

Chi è affetto da ipotiroidismo può facilmente incorrere in difficoltà digestive causate dal rallentamento generale del metabolismo.

Assumere ogni giorno un buon quantitativo di fibre con la dieta non solo aiuta la digestione, contribuisce anche a migliorare il transito intestinale e la salute del cuore, a bilanciare i livelli di zucchero nel sangue e a mantenere più facilmente il giusto peso corporeo aumentando il senso di sazietà.

Vegetali freschi, ortaggi, legumi, bacche e semi sono tutti ottime fonti di fibre. A questi alimenti ti consiglio di aggiungere ogni volta che ti è possibile anche il consumo della polpa del cocco che è uno degli alimenti in assoluto più ricchi di fibre sia solubili che insolubili (nella polpa di cocco fresca all’incirca il 71% del contenuto totale di carboidrati presenti è costituito da fibre, il restante 29% da amidi e zuccheri).

Quando non riesci a trovare il cocco fresco (che generalmente si trova in vendita nei negozi bio e nei supermercati nel periodo estivo) puoi utilizzare la polpa di cocco essiccata (che trovi invece disponibile tutto l’anno ed è possibile acquistare anche online) e che puoi utilizzare anche per cucinare.

Il processo di essiccazione non altera le proprietà della polpa fresca, dato che questa viene privata solo dell’acqua, inoltre in percentuale contiene una quantità di fibre maggiore rispetto alla polpa fresca.

Brodo di ossa

A questo punto della lista le nostre nonne sarebbero felici di sapere che il buon senso non è completamente morto: il brodo di ossa infatti è un altro alimento dalle proprietà eccezionali di cui ci siamo purtroppo dimenticati.

Spesso si spendono cifre assurde in integratori creati in laboratorio quando con un costo minimo si può avere a disposizione uno degli integratori migliori che Madre Natura ci ha regalato.

Il brodo di ossa contiene amminoacidi come la L-Prolina e la L-Glicina che aiutano a riparare il tessuto intestinale e quindi a migliorare l’assimilazione dei nutrienti e a ripristinare il metabolismo.

Contiene anche numerosi minerali e proteine preziosi che nutrono l’apparato digerente e mantengono in salute le ossa e le articolazioni come calcio, magnesio, fosforo, silicone e collagene.

Assumere periodicamente il brodo di ossa aiuta a sconfiggere le intolleranze alimentari, aumenta l’energia e combatte l’affaticamento, migliora le prestazioni del sistema immunitario e allevia i dolori muscolari e articolari.

Come preparare il brodo di ossa

Preparare un buon brodo di ossa è davvero semplice.

Procurati ossa di bovino e/o di pollo possibilmente di provenienza biologica e dell’acqua pulita in quantità sufficiente.

Metti le ossa nell’acqua e porta a bollore, non aggiungere né sale, né grassi e vegetali di qualunque tipo.

Il brodo sarà comunque saporito e arricchito dai grassi che si scioglieranno durante la cottura, inoltre non aggiungendo verdure la preparazione si conserva più a lungo.

Fai sobbollire lentamente il brodo per alcune ore (almeno 4-5 ore per ottenere un brodo ricco di nutrienti ma volendo può cuocere anche più a lungo) fino a quando non vedrai che il midollo si è sciolto completamente e anche la parte cartilaginea si è quasi dissolta nell’acqua.

A fine cottura elimina le ossa, filtra il tutto e conserva in frigorifero in un recipiente di vetro.

Si mantiene bene anche per 4-5 giorni. Al momento del consumo puoi aggiungere se lo gradisci poco sale e del ghee o olio di cocco o d’oliva a crudo.

E’ ottimo da assumere soprattutto con l’arrivo dei primi freddi e ti consiglio di inserirlo periodicamente nella tua dieta ad esempio per qualche settimana all’inizio dell’autunno e ripetere poi periodicamente fino a primavera.

Verdure e frutta

Verdura e frutta fresche sono ricche di vitamine, sali minerali, antiossidanti e fibre necessari per combattere i danni causati dai radicali liberi e spegnere l’infiammazione.

Sono cibi ricchi di nutrienti e dovrebbero costituire la quantità maggiore di alimenti che introduciamo durante la giornata (ad esempio accompagnando una porzione di proteine a due ricche porzioni di verdura a pasto) dato che mantengono in buona salute l’apparato digerente e il sistema nervoso, proteggono il cuore, aiutano a mantenere in equilibrio gli ormoni e a tenere il peso nella norma.

Quali cibi è meglio evitare

Dopo questa lunga carrellata dedicata ai cibi buoni passiamo ora a vedere la lista dei principali alimenti da eliminare o almeno da ridurre drasticamente in caso di ipotiroidismo:

Cibi goitrogeni o gozzigeni

Sono tutti quei cibi che contengono degli antinutrienti che interferiscono con il metabolismo dello iodio e quindi inibiscono la funzionalità della tiroide.

A lungo andare questo può portare alla formazione del gozzo, cioè a un aumento di volume anomalo della ghiandola.

I cibi in questione sono i vegetali appartenenti alla famiglia delle brassicacee o crucifere cioè cavoli, broccoli, rape, ravanelli, cavoletti di Bruxelles, kale o cavolo nero, cavolfiore, verza, crescione e rucola.

Tra gli alimenti goitrogeni rientrano anche la soia, la lattuga, gli spinaci e il miglio.

Se non c’è una forma di ipotiroidismo grave se ne possono consumare saltuariamente porzioni moderate dopo accurata cottura, ad esempio al vapore.

Acqua del rubinetto

Come sappiamo l’acqua del rubinetto contiene cloro che inibisce l’assorbimento dello iodio e fluoro che interferisce con la sintesi degli ormoni tiroidei.

Consumare acqua di rubinetto addizionata di questi elementi chimici può quindi determinare un rallentamento della tiroide e del metabolismo e concorrere allo svilupparsi dell’ipotiroidismo.

Come già detto in precedenza meglio optare per un buon depuratore, se possibile, o eventualmente una buona acqua in bottiglia.

Glutine

Molte persone con problemi alla tiroide risultano essere particolarmente sensibili al glutine, intolleranti o addirittura possono sviluppare la celiachia che è una forma di allergia al glutine.

Il glutine si trova nei cereali, soprattutto grano e frumento che sono quelli che ne contengono la percentuale maggiore e sono purtroppo i più consumati in assoluto.

I cereali che naturalmente non contengono glutine invece sono il mais, tutti i tipi di riso, il grano saraceno, la quinoa, il sorgo, l’amaranto e il teff. Anche il miglio non contiene glutine ma, come abbiamo visto al punto precedente, meglio evitarlo in quanto goitrogeno.

Il glutine è anche usato in moltissimi cibi industriali e persino nei cosmetici quindi controlla sempre l’etichetta di quello che acquisti per evitare il glutine nascosto.

Una sensibilità al glutine non diagnosticata può aumentare ulteriormente l’infiammazione, creare carenze nutrizionali e peggiorare le disfunzioni ormonali.

Latte e derivati

Come il glutine anche il latte e i suoi derivati possono essere particolarmente problematici per chi ha disfunzioni alla tiroide in quanto provocano reazioni all’interno dell’organismo che vanno a peggiorarne lo stato infiammatorio.

Se hai la possibilità di procurartelo meglio optare per latte di capra e derivati di provenienza biologica e non pastorizzati ed invece evitare i prodotti caseari convenzionali.

Zucchero

Lo zucchero, e ovviamente tutti i prodotti che lo contengono, altera gravemente l’equilibrio ormonale necessario per un buon funzionamento della tiroide.

Come abbiamo visto le persone affette da ipotiroidismo aumentano facilmente di peso e hanno invece molta difficoltà a perderlo.

Dato che la tiroide è una delle ghiandole chiave per l’equilibrio ormonale ed il metabolismo è opportuno evitare lo zucchero che contribuisce all’insorgere di disfunzioni ormonali, affaticamento, sbalzi umorali, depressione e aumento di peso.

Meglio optare per dolcificanti naturali come la stevia, eritritolo e xilitolo, lo zucchero di cocco, sciroppo o polvere di yacon e la lucuma che hanno un basso indice glicemico (o addirittura nullo come la stevia e la lucuma), pochissime calorie e non hanno gli effetti negativi dello zucchero sull’organismo.

Prodotti a base di farine raffinate

I prodotti fatti con carboidrati raffinati come la farina di grano o frumento hanno un impatto negativo sui livelli ormonali e favoriscono molto l’aumento di peso.

Questi prodotti includono il pane, la pasta, i cereali e tutti i prodotti da forno (pizza, biscotti, crackers, grissini, merendine varie, torte, ecc.) sia che siano fatti in casa che di provenienza industriale.

La scelta migliore e più saggia sarebbe di rimuovere tutti questi alimenti dalla dieta sostituendoli eventualmente con moderate quantità di prodotti realizzati con cereali integrali senza glutine come il grano saraceno.

Anche in questo caso però non bisogna farne un uso quotidiano in quanto tutte i carboidrati raffinati, anche quelli derivanti da cereali senza glutine, favoriscono molto l’aumento di peso e alzano la glicemia nel sangue favorendo quindi l’insorgere dell’infiammazione.

Caffè

Il caffè è una bevanda nervina che ha un effetto iperstimolante sul sistema nervoso e che interferisce con l’assorbimento da parte dell’organismo di nutrienti necessari anche per il buon funzionamento della tiroide.

Inoltre essendo un forte diuretico provoca anche un aumento dell’eliminazione dei minerali già presenti nell’organismo.

Conclusioni

Voglio chiudere questo articolo lasciandoti con questa riflessione.

Tutte le indicazioni e i suggerimenti che hai appena letto sono generalmente validi al di là della presenza o meno di una patologia specifica che sia l’ipotiroidismo o una qualunque altra.

Escludendo situazioni particolari da valutare caso per caso, in cui una persona debba per qualche motivo astenersi dall’applicare uno qualsiasi dei suggerimenti indicati, decidere di implementare questi cambiamenti nella tua routine quotidiana non potrà che darti un tangibile beneficio in termini di qualità di vita.

Quindi, senza farti prendere da ansie immotivate, inizia fin da subito facendo un piccolo passo alla volta: scegli la cosa che vorresti fare per prima, quella che ti incuriosisce di più o che “a pelle” senti che è la più importante da cui iniziare per te e parti da lì.

Infine, se vuoi fare dei cambiamenti ma non sai come iniziare e pensi che potrebbe esserti utile una guida il Nuovo Programma di Trasformazione è sicuramente la scelta migliore per ottenere risultati mirati e misurabili in tempi ragionevolmente brevi, senza ansie e stress inutili.


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Fonti:

https://draxe.com/

http://www.joyfulbelly.com/

“Le eccezionali proprietà curative della noce di cocco” di Bruce Fife, edizioni Macro