L’abuso di zucchero è la prima causa di invecchiamento e malattia.

Ma perché lo zucchero è il nuovo nemico?

Cosa fa di così dannoso nel corpo?

Eccoti spiegato il suo viaggio dal momento in cui addenti il tuo dolce preferito, quell’istante di piacere perfetto ed unico che purtroppo dura sempre troppo poco ma i cui effetti nocivi puoi sperimentare molto a lungo! 

Il viaggio dello zucchero

Appena addenti il tuo dolce preferito, lo zucchero scende rapidamente dalla bocca nello stomaco.

Ma, già dal primo istante, i segnali ormonali attivati attraverso la saliva hanno comunicato a tutti gli organi interni che è in arrivo il carburante zucchero, un nuovo carico da dover smaltire rapidamente.

Lo zucchero passa quasi non toccato attraverso lo stomaco, giunge quindi nell’intestino dove scatena il rilascio di GIP, un ormone insulino sensibile, che scatena subito il rilascio di insulina.

Perché?

Perché nel sangue lo zucchero non può superare la soglia dei 5 grammi (un piccolo cucchiaino) e tutto il resto deve rapidamente essere eliminato e sistemato, pena gravi rischi per la sopravvivenza della persona.

Così arriva l’insulina, un ormone prodotto dal pancreas, che deve pulire in profondità il sangue da tutto lo zucchero consumato. 

Il lavoro dell’insulina

Per prima cosa, l’insulina cerca di dirottare lo zucchero verso le prime riserve di glicogeno, la forma di zucchero più facile da conservare.

È una piccola scorta che abbiamo per la sopravvivenza, un primo magazzino con cui siamo stati progettati, utile nei momenti di necessità. 

Questa scorta non è ampia, corrisponde a circa 2000 calorie e, una volta raggiunta questa quota, non c’è più spazio per accumulare altro zucchero in questa forma.

Per svuotarle ci vorrebbero 90 minuti di sforzo intenso (chiaramente nessun essere normale al di fuori di sportivi e atleti fa questo), oppure 24 ore di digiuno completo.

Quindi per la maggior parte di noi queste batterie sono sempre cronicamente già piene o quasi piene e non costituiscono una possibilità di scorta.

La seconda operazione è quella di forzare le cellule ad usare lo zucchero come carburante.

Purtroppo il nostro dispendio energetico di persone sedentarie e sempre davanti ad un computer o alle prese con lavori comunque statici, è piuttosto limitato.

Non se ne riesce a bruciare molto.

In più le cellule soffrono per questa forzatura e nel tempo possono iniziare a disubbidire ai comandi dell’insulina e rigettare lo zucchero.

Se l’insulina trova piene le riserve di glicogeno, e il nostro dispendio energetico è ridotto, quello che fa è dirottare lo zucchero verso il fegato per procedere ad una trasformazione secondaria. 

Attraverso un processo che si chiama lipogenesi de novo (creazione di grassi da zero), trasforma lo zucchero che consumiamo in acidi grassi e li immette nel sangue. 

Questa è una trasformazione un pochino più dispendiosa per il nostro corpo rispetto alla trasformazione dello zucchero in glicogeno e all’utilizzazione di zucchero come carburante, ma presenta un grande vantaggio: non ha limiti e lo zucchero trasformato in grassi può essere accumulato potenzialmente in modo infinito, poiché va a finire nelle cellule adipose che possono sempre aumentare al bisogno.

Ecco quindi che un esercito di grassi invade il sangue.

Si tratta di piccole molecole dure di grassi, resi appiccicosi dal contenuto di zuccheri, che inglobano tutto ciò che incontrano ed iniziano a depositarsi nelle arterie con danni davvero infiniti e progressivi.

E queste molecole vengono dirottate verso le cellule adipose che le accolgono, crescono di numero e vanno a costituire quei cuscinetti odiosissimi molto difficili da svuotare.

Ma torniamo al nostro sangue e alla nostra brioche mangiata al mattino: finalmente, attraverso la conversione in glicogeno, l’utilizzo come carburante e la conversione in grassi, lo zucchero nel sangue è stato eliminato e pancreas ed insulina si mettono finalmente a riposo.

Ma la tregua dura poco… 

La pulizia ha eliminato ogni traccia di zucchero (grazie all’azione dell’insulina è sparito anche quel 5% che è, diciamo, vitale), quindi quello che accade è che ti senti stanco, privo di forze, anche se tutte le tue riserve sono stracolme e potresti sopravvivere giorni senza cibo.

Ma il cervello registra la carenza di zucchero nel sangue e stimola un altro ormone, il glucagone, perché mandi alle cellule il messaggio di svuotare un po’ i loro depositi di zucchero per poter ristabilire i giusti livelli nel corpo.

Questo è il nostro messaggio salvavita e anche questo è un meccanismo salutare che bilancia magnificamente il momento in cui mangiamo con il momento in cui digiuniamo e viviamo spendendo le nostre riserve.

Ma nel tempo che impiega il cervello a parlare con il pancreas e il pancreas ad attivare il glucagone, e le cellule ad aprirsi per versare nel sangue un po’ di deposito, che cosa hai fatto?

Sei stato impaziente e più veloce!

Esausto, in preda al nervosismo, all’agitazione e all’insoddisfazione, hai già aperto la tua borsa ed hai addentato una nuova merendina o una barretta.

Avevi un’incredibile fame e ti sentivi stanco, che ci potevi fare?

E a questo punto ricomincia il valzer: nuovo zucchero arriva nel sangue, il glucagone si disattiva e non riesce a svuotare le cellule, al suo posto riappare l’insulina e ricomincia un nuovo giro di giostra per cercare di sistemare tutto.

Fino a che un giorno le cellule vanno in sciopero completo, il tuo sangue è pieno di colesterolo ossidato e grassi, non rispondi più al segnale insulinico, sei in forte sovrappeso e ti senti l’ombra di te stesso (sempre stanco, nervoso e dimostri il doppio dei tuoi anni), non riesci a perdere peso, sei anche stressato e il dottore ti comunica che sei pure a rischio diabete!

Ecco il viaggio spiegato anche ad un bimbo, semplice e chiaro!

Come uscire dalla giostra?

Devi:

In questo modo le riserve si svuotano e gradualmente riprendiamo a funzionare bene ritrovando energia, forma fisica e benessere.

Sei pronto?

Cosa aspetti?


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