Lo sai che il colesterolo è una sostanza estremamente preziosa per la vita?

Infatti è presente nella membrana cellulare ed è parte fondamentale e costitutiva di importantissimi ormoni.

E’ un fattore chiave del sistema immunitario, ed è richiesto soprattutto per la funzione di riparazione e ricambio cellulare.

Il 30% del colesterolo del corpo è contenuto nel cervello che però rappresenta solo il 4% del nostro peso totale, quindi puoi immaginare quanto sia preziosa, per il nostro cervello, questa sostanza.

Nel nostro corpo esistono circa 40 trilioni di cellule ed ognuna di esse ha bisogno di colesterolo per vivere, molte delle cellule proprio perché ne hanno bisogno sono anche capaci di auto produrlo, ma non tutte.

E allora perché ci dicono che è un problema?

Il problema non è il colesterolo in sé stesso, ma il meccanismo di produzione e smistamento di questa sostanza che nel tempo è diventato disfunzionale.

Il viaggio del colesterolo

Il colesterolo non è in grado di viaggiare nel sangue da solo e deve essere trasportato da speciali molecole, chiamate lipoproteine.

Sono come tante “navicelle” che viaggiano nel sangue trasportando il colesterolo in giro per il corpo.

Esistono diversi tipi di particelle: le LDL, le HDL ed altre ancora ed ognuna ha la sua importante funzione.

E in genere le analisi del sangue non prendono in considerazione il numero di lipoproteine e la loro qualità ma analizzano solo la quantità di colesterolo trasportato.

Mentre i punti centrali sono proprio la quantità e la natura delle navicelle e non il loro contenuto.

Come è cambiata la visione del colesterolo da parte della medicina

La storia del colesterolo così come ce l’hanno raccontata è cambiata tanto negli ultimi cinquanta anni.

Cinquanta anni fa eravamo terrorizzati dai grassi e dal livello di colesterolo.

Oggi le ricerche dicono che un colesterolo alto predice una vita lunga e giovanile, per corpo e cervello.

In seguito l’attenzione si è spostata sulla quantità di colesterolo presente e trasportato dalle particelle “cattive” LDL.

Ma anche questo punto di vista nel tempo ha mostrato i suoi punti deboli, non predice un preciso fattore di rischio e le particelle acidi grassi sono in realtà legate ad un abuso di zuccheri non ad un problema con il colesterolo stesso.

Le ricerche più avanzate hanno iniziato ad interessarsi non più al quantitativo di colesterolo trasportato dalle particelle, ma alla loro qualità, misura, consistenza e numero.

Oggi abbiamo capito che sono due i punti principali da prendere in considerazione:

  1. Quante particelle HDL abbiamo, perché sono il fattore più importante per la salute e il detox di cuore e cervello
  2. La necessità di ridurre la quantità delle particelle LDL che diventano tante quando c’è troppo zucchero nel sangue e le cellule ne sono talmente sature che non riescono più a gestirlo.

Abbiamo parlato di colesterolo anche qui:

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